Reportage
Racconti:
 Un altra giornata di sole sul Curi, a dare il benvenuto a questi splendidi cinquemila laziali in trasferta. 
Alzatevi in piedi lettori dell’Almanacco, e battete le mani a questi splendidi cinquemila in trasferta.
 Settore ospiti tutto pieno, e incitamento forte e compatto per tutta la partita.
Già, la partita. Non ne parlerò a lungo perchè c’è poco da dire. Dico soltanto che l'8 settembre 1943 fu reso noto agli italiani l'armistizio con gli angloamericani. Il paese precipitò in una spaventosa confusione; non c'erano più ordini chiari né sicuri punti di riferimento. 

Zoff, che è un pezzo di storia, oltre che di preistoria, non se l’è dimenticato, e per la ricorrenza ha voluto ricostruire l’evento, senza tralasciare il minimo particolare. I giocatori hannoquasi tutti interpretato perfettamente la regia magistrale del mister, vagando senza meta per il campo senza punti di riferimento, tranne quei due discoli di Pancaro e Favalli che invece hanno preferito giocare a "un-due-tre stella" con i guardalinee. 
Esonerati dalla recita Kovacevic, l’erede di Salas, che si distingue nel gioco senza palla, e Inzaghi, nel gioco senza palle. 

Nel frattempo Veron, quello discontinuo, incanta Manchester. Quelli che hanno giocato a Perugia invece sono stati continui, infatti hanno fatto schifo tutta la partita. (Tranne i tre dell'AveMaria di dietro).Alla fine un bel pareggio, e la mummia è più che soddisfatta. "Nel calcio non ci si inventa niente, il resto sono menate". 
Beh, veramente una cosa se la sono inventata, caro Dino, la regola dei tre punti. 
Ma andiamo con ordine, ben ritrovati lettori. Perché una trasferta è soprattutto un viaggio, e stavolta  ilviaggio è stato spettacolare. 

Invece della sparuta pattuglia sul carretto questa volta si parte alla grande con una divisione di LazioUltras al completo imbarcata su un sontuoso pulmann extralusso rifornito di ogni tipo di bevanda analcoolica, 40 litri di tavernello caldo, nelle varianti bianco rosso e rosè.Alla guida del torpedone, uno stuntman. Provocato all’andata dopo una partenza a rilento sulla Flaminia, si esibisce al ritorno in una rimonta inarrestabile verso le prime posizioni della colonna di pulman, sfoderando un eloquio degno del miglior Monnezza e manovre prese pari pari dal film “Duel”.Pare che un elicottero abbia filmato una sequenza che verrà trasmessa prossimamente su “Real Tv”. 
Un LazioUltras ad honorem. Incluso nel modico prezzo un programma di varietà dove si sono distinti Prince, il nuovo re dell’avanspettacolo, un Nino Taranto dei nostri tempi,e al ritorno Pub con alcune eccellenti interpretazioni canore. 

Chi vi scrive ha apprezzato specialmente il blues d’apertura “Dino Dino vattene”interpretato davvero con sentimento. Un altro “DinoDino Vattene” lo ricorderemo espresso con grandiosità dall'Animale all’interno dello stadio, braccia protese a scandire ritmicamente il refrain, come un provetto direttore d’orchestra, e indici tesi a lanciare strali verso il friulano. Il problema è che il nostro Dino se ne va pure, ma poi dopo qualche anno ritorna. 

Ricorderemo questa partita per il ritorno di Fernandone Couto, e per l’esordio biancoceleste di Stam, anche lui nominato seduta stante LazioUltras ad honorem, per aver fatto come primo gesto un saluto alla curva (che poi curva non è perchè quadrata). Poi per aver a suonato la carica nel secondo tempo. Ma i suoi compagni erano già suonati. Infine per aver approfittato di una prolungata mischia in attacco tra Inzaghi e il suo marcatore, per trafugare uno striscione dalla curva perugina. Riuscirà anche a respingere da solo un assalto della celere che cerca di recuperare lo straccio per restituirlo ai perugini affranti. 
L’arbitro.Papa-resta con noi, non ti lasceremo mai, gridammo felici dopo Brescia-Lazio della scorsa stagione. Papa-resta ‘ndo stai diciamo oggi, dopo aver visto a 150 metri di distanza Stam strattonato nell’area dirigore avversaria, e un perugino eccitato dai continui approcci cercare di strappare la maglia di Inzaghino. 

Il tifoso del giorno.A fine partita show in curva di un esasperato er lebbra: “Ancora co’Zoff. Ho visto 140 partite co Zoff. Uno che ha tenuto in porta Fiori per tre anni e mezzo. Tre anni e mezzo!! (mano a megafono). Un portiere che è annato ar Caiari ha giocato mezzo campionato e l’hanno mannato via. Poi è annato ar Piacenza ha giocato dù partite e l’hanno messo in panca. Poi è annato ar Mila, secondo portiere. Poi hanno preso un altro portiere e ha fatto il terzo. Pooi il quaaartoo!. Poi il quinto!! (mano a megafono). Ora lo sapete che fà? O VOLETE SAPEE’ ? L’IMBIANCHINO!! L’ho visto io! Volete sapè dove? A SAN BASILLIOOO!!! E QUESTO CE L’HA TENUTO ‘N PORTA TRE ANNI E MEZZOO!!” Un’ovazione accoglie il comizio del Lebbra.

Il ritorno. Sebbene allietato dalle performance prima descritte, incluso il cartoccio di Cicalone, il ritorno di un LazioUltras dopo una prestazione deludente è un ritorno triste e stanco. L’unica fiammella di riscatto e speranza è la consapevolezza che tra quindici giorni si riparte, un’altra trasferta è dietro l’angolo, un altro autogrill, altri compagni di viaggio, un altra squadra e un altro risultato.E magari anche un altro allenatore. 
 

 

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Il TONNO con Noi

In partenza dal Pub di P.zza Vescovio

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