Reportage
Racconti:
Il viaggio 

Per l'incursione in laguna finalmente le pattuglie sparse di LazioUltras hanno utilizzato il più consueto e preferito mezzo di locomozione: la lazioultras mobile.
Una prima versione, modello van, era già penetrata in terra nemica sin dalla giornata di sabato mettendo seriamente in difficoltà le genti del luogo e dando vita ad un'azione di disturbo non-stop protrattasi per 24 ore.
La squadriglia era composta da il Molesto, Prince e le panze di Angelino, Pub e Cicalone travestite da tifosi. 

Un'altra pattuglia, sulla LazioUltras mobile nuova di zecca, condotta e acquistata da Igor appositamente per le trasferte con un ingegnoso sistema di prestiti in cui tutti, tranne lui, dovranno restituire soldi a tutti, e con il sottoscritto a bordo tentava sin dalle prime luci dell'alba di domenica di effettuare la difficile operazione di ricongiungimento con il resto del gruppo. 

Come al solito il tratto appenninico ha riservato le note difficoltà, compreso un ingorgo di un'ora e pioggia battente e quando ad un certo punto ci è apparso un cartello luminoso recante la scritta "Moderate la velocità -lazionet-" abbiamo capito che neppure in autostrada si può stare più tranquilli.
Successivamente quando Igor mi ha chiesto di effettuare il "download" della monnezza ho capito che era stata una sua allucinazione. 

Giunti in laguna abbiamo tentato di stabilire un primo contatto con l'avanguardia lazioultras ma dal telefono di Cicalone ci giungevano solo risposte incomprensibili, segno che i nostri stavano bene. Dopo aver posato la mobile nel modico parcheggio fronte porto a trentatrè sacchi una tantum abbiamo fatto il biglietto del bus imbarcazione che ti porta in zona stadio, in pratica una barca con montata sopra una cabina d'autobus con tanto d'autista atac incorporato. 

Al capolinea, mentre scendevamo a terra, una radical tardona mignottona chic informava l'amica ad alta voce che il pericolo era in città rappresentato dai fascisti Laziali, al che le facevamo osservare che era troppo influenzata da repubblica e forse alla sua epoca si sarebbe potuta trovare meglio sotto la Jugoslavia di Tito. 

Nel frattempo lo stadio che i più ci davano di volta in volta sempre più vicino, non appariva mai e soltanto grazie ad un assembramento di celere abbiamo capito che eravamo arrivati. Difatti girato l'angolo gli altri LazioUltras ci apparivano distintamente in un allegro punto di ristoro tra birre, vino e lasagne. Poco distante un Cicalone esanime ci attendeva sbracato a terra provato dalla sua seconda giovinezza biancoceleste. 

Lo stadio

Le curve del Penzo sono fatte con tubi innocenti con lo stesso sistema con il quale ti montano le impalcature per restaurare la facciata di casa, con l'unica differenza che lo sviluppo della struttura è in diagonale e data la presenza delle panze suddette eravamo in costante pericolo. 
Ma la Lazio in questo ci ha aiutato perchè non avendo avuto il modo di esultare abbiamo evitato di finire in laguna. Tra i molti amici presenti, i LazioUltras LucaViking e Grava, quest'ultimo al seguito con febbre alta e senza dente del giudizio.
La squadra giunta festante in battello come dopo una battuta di pesca si è presentata in una veste appropriata.
Peruzzi col mezzo marinaio senza il quale non avrebbe mai arpionato due insidiosi colpi di testa dei lagunari, Fiore che si è ormeggiato sulla tre quarti e non si è più mosso, Pancaro che indossava speciali scarpini copri arpioni, Liverani intimorito dalla presenza del pirata Pub sugli spalti, il resto della squadra e soprattuto Lopez senza bussola. Una noia totale illuminata alla fine del primo tempo dal primo comizio di Cicalone al popolo Laziale e dal secondo a fine partita nello spiazzo sotto la curva controbattuto dal solo Igor.
Una gara da ricordare esclusivamente per lo splendido supporto offerto da duemila innamorati di Lazio. 

Il ritorno 

Appena usciti tutti i supporters biancocelesti sono stati imbarcati su un traghetto poco fuori lo stadio e nonostante la prestazione della squadra, complice lo spirito di gruppo che si crea in trasferta è tornata l'allegria e sono partiti i cori. E mentre il battello solcava i flutti bordeggiando Venezia, passiamo a fianco di una nave da crociera modello Love Boat con migliaia di persone a bordo. Dal nostro traghetto parte un meraviglioso non mollare mai, un boato d'orgoglio che percorre la laguna in tutte le direzioni. Centinaia di micro giapponesi si affacciano sui bordi della nave fotografandoci e salutandoci in un clima idilliaco magari credendoci un allegro gruppo di boy-scouts, manca solo che comincino ad intonare in nostro onore "mare profumo di mare". Ma non hanno fatto i conti con Angelino che lancia il coro d'assalto: "Come il Titanic, voi siete come il Titanic…". E' l'apoteosi. 

Finalmente sbarchiamo e subito l'operazione ritorno si presenta più complicata del previsto: i due delegati al ritiro delle auto, il molesto e Igor si perdono nei meandri dell'autoparco: il primo riesce a ritrovare la lazioultras mobile modello van ma attende inspiegabilmente in macchina che gli altri lo raggiungano; il secondo dopo un'ora di infruttuose ricerche ha il coraggio di chiamarci al telefonino per dirci che non trova la vettura "perché qui dentro è tutto cambiato"! Nel frattempo i LazioUltras appiedati per le miserie dei suddetti non rimangono con le mani in mano: Angelino estrae dal cilindro una bottiglia di Campari che dopo un momento di distrazione ritroverà irrimediabilmente svuotata, Pub scruta l'orizzonte per avvistare eventuali tifosi veneziani in gondola mentre Prince e Cicalone rimangono abbagliati prima da un puttanone di sessant'anni tutto truccato e successivamente dal culetto di una quindicenne che per l'ostentazione verrà anche ripresa dalla madre. A notte fonda il molesto ed Igor riescono a raggiungerci e per il ritardo accumulato si pigia subito sul pedale, quando, dopo ventisette telefonate ci si accorda per la cosa più semplice, ovvero ricompattarci al pimo autogrill. Si mangia, si beve, Angelino fa finta di non pagare, Igor fa finta di non essere oltre una semplice ubriacatura e la conferma l'avremmo avuta di lì a poco. Ci saluta perché proseguirà da solo in direzione Livorno e ripartiamo. Dopo pochi minuti Cicalone riceve una telefonata concitata in cui lo stesso Igor ci comunica di rallentare perché tra breve ci troveremo macchine in coda per un'improvvisa e devastante grandinata: intimiamo subito al Molesto di rallentare e ci prepariamo al peggio. Ma passata una mezz'ora di strada percorsa non troviamo traccia di grandine, di asfalto per lo meno bagnato, tantomeno di Igor il cui telefonino ora è improvvisamente spento. Così mentre intuiamo che lo ha chiuso per la vergogna di aver sbagliato strada, sbagliamo strada anche noi e ci ritiroviamo in direzione Modena: a quattr'ore dalla fine della partita siamo al punto di partenza, a venti chilometri da Venezia! 

Ripristinato il contatto con Igor, proveniente ora da Vicenza, con il Molesto alla guida continuamente ripreso da Cicalone riprendiamo il cammino constatando che non tutte le strade portano a Roma.
A metà viaggio con un colpo di mano e suffragato da Cicalone che ha ridotto il Molesto a uno straccio, Prince si impadronisce della guida e da buon talebano litiga prima con un livornese che Pub aveva scambiato per Liverani e poi con un benzinaio rincorso di retromarcia che disperato ci fa il pieno.
Il Molesto, scosso dall'estromissione, non parlerà più sino a Piazza Vescovio, quando scomparirà nel buio mimetizzandosi tra le panchine.
Giungiamo stanchi a Roma, pensando che il più sia fatto, ma non è finita qui, una nuova trasferta ci attende, perché siamo in missione per conto dell'Aquila!
(Jugovic)

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Qualcuno se crede che venezia sta in uzbekistan: quindi appuntamento alle cinque de matina!!!!
Quarcunantro (io) se ricorda che a venezia fa freddo, quindi du majoni e er giumbotto.
Quarcunantro ancora se prenne in prestito all'autogrill le boccette de grappa (la grappa più schifosa der monno, era la grappa della val... nun me ricordo che val, comunque faceva schifo!).
Arivamo a venezia alle undici e mezza, visto che quarcunantro ancora decide che pe' annà a venezia tocca passà da milano.
Sbarcamo dalle machine e se imbarcamo sulle barche: Taxi collettivo (dieci sacchi a testa pe' noi, all'americani me sa che je conveniva comprasse er taxi!); noi sette, na famigliola de su' (der nord, dalla cassia in su) e un gruppo de vecchie americane; tutto normale direte voi... ma l'avete viste le braccia della vecchia babbiona seduta davanti a me?!? ... e allora che cazzo dite? 
Me casca l'occhio su ste braccia: o era na licantropa a metà trasformazione oppure se chiamava john, faceva er meccanico e se travestiva da donna: c'aveva na foresta de peli che si se li taja tutti ce se faceva na parucca che manco moira orfei.... Decido che era un trans (a me già me fanno schifo quelli giovani, figuramose questo che somijava a mi' zia)
Scennemo da sto taxi, pagamo sti du' scudi e se famo un giro a piazza S. Marco. Gli unici du ricordi degni di questo nome so: Pub che a'n certo punto immezzo a 'n gruppo de turisti stragneri ha fatto l'elefante, e un antro che pe salutà a regazza ha soppresso un piccione a colpi de puma (le scarpe, l'ha schiacciato).
Decidemo de annà allo stadio, partimo a piedi, tano sta quà vicino.... 'cci loro, qua vicino, ma dimmelo che ce vonno li sci e li scarponi: sti scemi, mica fanno i ponti dritti in alto sopra all'acqua, no, li fanno all'altezza der mare, poi li fanno salì pe fa passà le barche, e li fanno riscenne ar livello der mare... praticamente co' ducento metri de passeggiata a venezia te sei fatto dieci chilometri de passeggiata ar Gran Paradiso.
Sorvolamo sur fatto che uno na città d'arte nun la vole sporcà, ma se nun me metti i cestini, io la monnezza ndo la metto?
Arivamo nei pressi dello stad.... der campo der venezia, trovamo un bar che vendeva da beve, e se fermamo a beve. Mo, da che monno è monno, la bira toje la sete, ma te fa piscià. In preda alla pisciata me dileguo co' n'antro fra i vicoli (che a venezia se chiamano calli... boh!), trovo un portichetto tutto buio, mezzo abbandonato, me dico: eccolo, ho trovato er bagno. l'artro piscia, se riabbottona, e visto che se sentivano dei passi arrivare se mette a fa er vago... 
Dice "stavi mica pisciando?"
"chi,io? ma che scherzi?" (e intanto la pisciata colava)
"no perchè qui se un casìn, tutti i ubriaghi che pisceno, i cani che cagano... sè diventà un porcile..."
e io "e lo so,ma la gente è ignorante"
e quello "e ma prima o poi qualcuno lo prendo, quante botte g'ho da dargli... lo copo!dio..."
"e fai bene, poi quà, capito un posto che ce vengono dar giappone pe' vedello... nun sta..."
Insomma, alla fine me so dovuto tenè la pisciata fino a drento allo sta... ar campo der venezia, me so' dovuto vedè quella partita indegna, me so dovuto beve er caldo caldo coretto con grappa (nun lo bevete mai, fa più schifo della grappa de prima!!).... come dice sempre mi madre: Ma chi ve lo fa fa? Ma che ve paga la lazio? 
...ma che c'ha raggione lei?
no, c'ho raggione io: me so divertito come un regazzino, c'ho n'antro bietto in collezione e ho trovato er modo pe favve riflette: ma pub, come lo farà l'elefante? ...eeeh, potevate venì!!!...
(Merlino)

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Ave Ultras,
eccolo qua, il mio primo commento su questo forum, cercherò di essere schietto, originale, divertente e senza peli sulla lingua!!..sarò un Ultras!!!
Voglio esordire parlandovi della mia trasferta in quel di venezia!...Quando alle 5 di mattina la mia sveglia comincia a rompere, nella mia testa la solita e immancabile frase comincia a farsi sentire "ma chi cazzo te lo fà fare"...mentre mi preparo incrocio (come poteva non succede!!) i miei, che me guardano e come ar solito me dicono (anche loro)"ma chi cazzo te lo fà fare"...quando cerco di spiegarjelo se girano e se ne ritornano scuotendo la testa...ormai è cosi ogni domenica ce sò abituato!!
Scendo in via, e aspetto Simo, che me dovrebbe veni a prende con la macchina, in lontananza scorgo la sua sagoma dentro un CINQUINO hobby 1100...sarà quella la macchina che ci porterà in laguna!!! lei scende e se guardamo...la mia testa è inutile che vi dica cosa mi stava dicendo...ma noto con piacere che anche la sua testa gli diceva la stessa cosa!!!!!
Il viaggio non è stato lungo...è stato lunghissimo!! arriviamo infatti alle 12 dopo aver trovato la "tempesta perfetta" a Firenze e un incidente a Bologna! La temperatura a Venezia era proprio come le previsioni avevano detto...uguale proprio!!! c'erano 47 gradi e manco una nuvola....cmq io non ero vestito tanto pesante...avevo solo una maglietta della salute...una camicietta...un maglione....e un giubbottino, quindi sono stato bene!!! non ho accusato pe niente er caldo!!!
Naturalmente parcheggio la macchina il più lontano possibile dal vaporetto, ossia al maxi parcheggio, per fortuna che c'è costato poco...solo 33 mila lire..evvaiii!!!!
Aspettiamo un altra ora prima di imbarcarci (grazie forze del disordine!!)...non mi addormento solamente grazie ad un tipo che ha deciso di mettersi a pescare vicino a noi in laguna!!!...non ve preoccupate ultras, l'ho preso per culo pure pe voi!!...è stato costretto ad abdicare infatti, aveva tirato su solo un laccio e na busta della monnezza!!!Arriviamo allo stadio mezz'ora prima dell'inizio della partita, da quel momento fino al 90° sempre a cantare!!! grandi!!!...grande curva nord!!!
Nel vaporetto di ritorno vi racconto solo un paio di avvenimenti simpatici, il primo è il passaggio di una gigantesca barca ed un nostro non mollare mai spettacoloso, ma visto che i turisti dellabarca ce piavano per culo è partito anche un giusto ed onesto "come er titanic..!!", il secondo avvenimento è quello di un ragazzo del nord che ha tenuto un comizio ed ha esposto le sue idee multirazziali e a favore di tutti i popoli e per nulla razziste...NOOOOO!!!!!
Scesi dal vaporetto pensavamo che fosse finita, invece no, mezz'ora per raggiungere la macchina e altra mezz'ora per trovarla!!!!
arriviamo a roma alle 11.30...io sto bene, Simona anche, ma è la macchina che mi preoccupa....tutta la strada a 140 appennini compresi!!!!
Alla prossima trasferta Ultras......CINQUINO permettendo!!!
ALE LA LAZIO A.S. ROMA MERDA ! ! !
(AleUltras)
 

Foto
Il battello BiancoCeleste

Come il Titanic...

Un gruppo di LazioUltras al campo del Venezia...

Il Tifoso in parannanza

Links filmati
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La LAZIO arriva così...

Si viaggiava così...

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