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Reportage Racconti Istanbul 20 marzo 2003 Ma sapete che Istanbul è una delle città più pulite che abbia mai conquistato? E che la polizia turca e la più cordiale e tranquilla tra tutte quelle incontrate in 33 anni di calcio? Immagino quindi cosa hanno potuto combinare i tifosi del Leeds per essere trattati in quel modo. A proposito di tifosi, grandi, grandissimi quelli della Lazio, 30 circa di cui 8 dalla Bulgaria e 2 da Bari. Proprio da qui voglio cominciare il racconto di una trasferta da "circoletto rosso". Alle 7,30 sono già a Milano Malpensa impaziente di prendere il mio volo per Istanbul, mi aggiro tra negozi e duty free cercando di captare notizie sulla guerra appena scoppiata e su possibili chiusure di spazi aerei. Finalmente una maglia Biancoceleste si staglia all'orizonte mentre io pensavo ancora di andare solo: è Antonio, farmacista di Bari, Laziale vero, così come suo padre con il quale divide, litigando puntualmente, le trasferte della Lazio dal lavoro in farmacia. Stavolta la spuntata lui ed eccolo pronto con il suo amico Gianluca, juventino ma grande appassionato di calcio internazionale. Atterraggio, taxi (fantastico), passaggio fuori l'Inonu stadyumu, sono già tutti lì ed è solo l'una! Mangiano, bevono, cantano, ci aspettano! L'arrivo all'hotel è fantastico, c'è Ivo con i ragazzi di Varna e Sofia imbandierati e già ubriachi, mi fanno dono della sciarpa del Levsky, poi l'arrivo degli altri. Passeggiata per la città con sciarpe e bandiere incuranti del pericolo, saccheggio del bazar di turno (attenzione tagliano le mani!) e alle sette tutti allo stadio. Scendiamo dal pullman con la polizia che ci scorta, trenta mila turchi che ci insultano e ci tirano di tutto. "Benvenuti all'inferno" "Ogni italiano ha un padre turco", "Mamma li turchi", così veniamo accolti con striscioni vari, mentre i ragazzi di piazza Vescovio rispondono con il loro storico striscione. Anche i bulgari ne espongono uno, c'è l'immancabile Enza e c'è tutta la "crema" ultras biancoceleste. La bolgia bianconera si trasforma alle 21,10 in un luogo silenzioso e spettrale dove si odono distintamente solo 30 voci! Grande Lazio e grandissimi Laziali. Bisogna attendere il secondo tempo per sentirli tifare ed effettivamente è impressionante, cantano anche i seggiolini! Due a uno, usciamo festanti e bersagliati un'ora dopo il match, senza però non aver aquistato una polaroid ricordo (10 euro!) come ai matrimoni dal turco-napoletano. Rientriamo in hotel ma non possiamo uscire, è pericoloso, qualcuno ce la fa, la polizia e l'autista del pullman prendono l'ordinazioni e vanno al fast food a prenderci la cena. E' l'incredibile conclusione di una trasferta memorabile, da veri LAZIALI!!! Sindaco "bandaborghetti" |
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Foto Filmati |
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