Reportage
bologna - LAZIO

La fortuna vuole che ogni resoconto delle ultrasferte non debba essere particolarmente riconducibile all'aspetto tecnico dell'incontro, perché narrare della prestazioni individuali e di squadra nel caso dei giocatori della Lazio nella gara appena trascorsa sarebbe deprimente e diseducativo. Mettiamo caso che un bambino o un neofita del pallone, fosse capitato in uno stadio di calcio per la prima volta domenica scorsa a Bologna. Che cosa avrebbe dovuto pensare, che il bologna, con i suoi manovali volenterosi, è la squadra più forte ed eroica del mondo? E vedendo Pancaro nella ripresa, l'unico a contrastare le truppe rossoblù e a cercare l'offensiva con un certo ardimento, che è il più forte terzino a calcare i manti erbosi del globo? Come al solito, in mezzo a tante anomalie specie quelle della stagione in corso e giunta finalmente al termine, un'unica certezza costante da un secolo e poco più, i Tifosi della Lazio che in cinquemila hanno difeso l'onore della Maglia.

Eppure in maniera speranzosa e con cuori fiduciosi complice la splendida giornata di sole, avevamo lasciato la nostra città, giorno dopo giorno sempre più respirabile ed in una sola colonna ideale chi con la macchina, chi in pulman e chi in treno, c'eravamo diretti verso la città delle tagliatelle. I volti dei Laziali erano distesi e concentrati, perché nuovamente dopo diverso tempo, la gaia spensieratezza di recarsi con gli amici per vivere la trasferta al seguito della squadra coincideva con la giusta tensione per il raggiungimento di un obiettivo di fondamentale importanza. Tale atteggiamento è stato mostrato da tutta la curva S.Luca occupata dai vessilli biancocelesti, sin dall'ingresso in campo dei nostri giocatori per il riscaldamento con cori d'incitamento che hanno manifestato subito le nostre intenzioni. Canti, sciarpate e i primi scontri verbali con i locali hanno fatto da anticipazione a ciò che ancora si presupponeva potesse essere la nostra battaglia all'ultimo sangue per la conquista dell'Europa che conta. Ma tutto ciò non è stato. Così il rapido rientro verso casa è stato reso meno amaro soltanto dalle notizie provenienti dal vertice della classifica del Campionato.

L'ultima trasferta dell'anno si è completata. Speriamo solo che la Società sappia ripartire dalla prossima stagione con la stessa volontà, passione e fede biancoceleste con la quale noi Tifosi affrontiamo da sempre i viaggi e le avventure al seguito della nostra amata Lazio.

Jugovic

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L’ultima trasferta dell’anno, ci spinge verso Bologna. I rapporti con la tifoseria di questa città, sono tutt’altro che buoni, sia per il vecchio gemellaggio che loro avevano con i Romanisti, sia per vecchie ruggini e questioni politiche. Si prevedeva un esodo, ed esodo è stato, migliaia di Laziali infatti, non si sono fatti scoraggiare dalla mancanza del biglietto.
Arriviamo a Via Farini alle 7.45, cento persone su due pullman, facciamo un giro anche in stazione, e la vediamo gremita anche essa. Capitanati da Mariano, partiamo ancora assonnati, ma appena respiriamo l’aria del pullman veniamo contagiati dalla solita atmosfera di goliardia, purtroppo manca il poeta con il suo “All’assalto” (a Firenze si era esibito sopra un cassonetto della mondezza davanti ad una ottantina di fedelissimi). Alle 8.30 il primo brindisi con un buon vino bianco…. Dopo mezz’ora arriva anche il secondo brindisi, questa volta con un rosso, omaggio di Mariano il primo e di Armandina il secondo. In poco tempo siamo a Fiano, dove, come al solito ci perquisiscono e ci incolonnano. Aspettiamo 45 minuti fermi, e i fischi accompagnano l’arrivo dell’ottavo pullman, l’ultimo. Qualcuno di noi è abituato al sequestro di persona al quale ogni santa domenica veniamo sottoposti, perciò incuranti come al solito facciamo come ci pare e ci fermiamo quando ne abbiamo voglia. Qualcun altro non è abituato, ad esempio l’autista del pullman, un giallorosso non dichiarato ma tanato al volo a causa della suoneria del suo cellulare (si era dichiarato disinteressato prima e del Palermo poi) (potete immaginare quello che ha passato)…. Lui, comincia a piangere quando lo costringiamo a fermarsi, e piange ancor di più quando si accorge che le guardie ci stanno aspettando ed hanno fatto un vero e proprio blocco in autostrada. Poverino il romanista, se lo sono inculato!!
Ci fermiamo ancora, questa volta però insieme a tutti gli altri, 400 persone nello stesso autogrill….. sosta di un ora! Ci scortano a 100 all’ora e arriviamo al Dall’Ara alle 14.50. Il settore è già pieno, (capienza 5 mila persone) quindi ci aprono anche uno spicchio della curva. Sono presenti anche i club oggi. L’apporto canoro, è modesto, come accade sempre in queste trasferte di massa, 5 o 6 cori veramente poderosi, poi cori più deboli all’indirizzo della squadra, e di contestazione alla fine. Le emozioni ci sono solo grazie al tabellone, che ci regala ottime notizie. I Bolognesi, come al solito (so tre anni ormai che fanno sempre cosi) ad ogni gol di Montella fanno l’areoplanino…. Peggio per loro, alla fine abbiamo quasi tutta la curva!!!
Finisce la partita ed usciamo immediatamente, senza problemi ci avviamo ai pullman e aspettiamo 40 minuti prima di partire alla volta della capitale. C’è amarezza per la sconfitta, ma anche gioia per i risultati delle altre partite. Misteriosamente i pullman sono aumentati…sono 16!! Il ritorno prosegue lentamente, veniamo a sapere di scontri tra veronesi e milanisti e tra veneziani e torinesi,e anche tra Romanisti e...Romanisti!!! Io, Mariano e un altro paio di ragazzi, demoliamo lo spirito e l’animo dell’autista romanista (Omar). Facciamo una sosta solamente, a Chianti ovest, 16 pullman, mille persone, tutti insieme nello stesso autogrill. Chi non è abituato va a lamentarsi, noi, entriamo tutti, accalcati e senza aria, e facciamo partire un buon “tutti a destra eee a sinistra ooo” e “paga tutto zaccheroni paga tutto zaccheroni”, autogrill demolito e due ore e mezza fermi.
Arriviamo all’una a Roma, noi ancora arzilli, l’autista ancora rincoglionito e pronto ad andare dallo psicologo.
Quest’anno, personalmente ho fatto 13 (i soldi li ho dati però, non li ho presi), migliaia di chilometri macinati, nuove amicizie fatte, vecchie amicizie consolidate e un amore per la Lazio e per i Laziali cresciuto ogni giorno di più.
Per questo oggi, voglio salutare quelli che ci sono sempre stati, quei 400 matti che la accompagnano sempre, quei 400 matti, che domenica si sono mischiati a tutti gli altri, ma ai quali capita spesso di essere soli, quei 400 che sacrificano denaro, famiglia e salute per seguirla ovunque...... quelli scemi, quelli di sempre. Al prossimo anno ragazzi, alle prossime battaglie, alle prossime vittorie, sconfitte, alle prossime gioie, delusioni…...… alle prossime Emozioni. FORZA E ONORE
ULTRAS LAZIO…....quelli di sempre, i Guerrieri di Roma.

AleUltras

 

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