| brescia - LAZIO
Dopo una nottata di bagordi nel Vicentino, con tappe a Bassano e Marostica
(localita' nota per gli scacchi viventi; mi sono immaginato Zac che
muoveva le pedine in campo e sono rabbrividito...), domenica mattina
intercity per Brescia.
Giunto alla stazione un amico in auto mi attende nel piazzale, dove
un discreto numeri di agenti vigila la marmaglia locale che ronza a
bordo di motorini.
Parcheggiamo a pochi metri dal settore ospiti, auto da trasferta targata
Varese.
Entrati nel settore, quasi alle 15, troviamo non piu' di 50 laziali,
il pullmann di Enza e qualche altra faccia nota.
Appendiamo gli striscioni capovolti, amici ci dicono che i ragazzi in
treno, un'ottantina, sono stati condotti in Questura per accertamenti.
A fianco del nostro settore si agitano una quarantina di bresciani,
dietro lo striscione "supporters"; a gesti invitano a faccia
a faccia nel dopo gara...
Ecco spuntare gli "ottanta" colpevoili di non avere il biglietto
stadio (...), entrano, i cori diventano piu' compatti e potenti!
Irriducibili, Viking Nord, Banda Noantri; uno spaccato della Curva piu'
bella d' Italia difende l' onore dell' aquila imperiale in terra nemica...
Primo tempo divertente come un documentario russo, entrano nel nostro
settore una decina di ragazzi senza sciarpe e palesemente non romani.
Li avvicianiamo, dicono di essere militari, il piccolo diverbio si placa.
Inter e Juve vincono, meno male...
Ad inizio ripresa rete di Crespo.
La Lazio pare poter ripetere l' impresa di Bergamo ma allo scadere la
solita ingenuità di Pancaro che causa il generoso rigore concesso
ai locali che pareggiano.
Finale uno a uno.
Mentre i ragazzi di Roma restano nel settore, noi del Nord veniamo lasciati
uscire subito, andiamo al parcheggio e ripartiamo, senza avere visto
ombra dei "terribili" fans locali che a parole ci avrebbero
distrutto...
Meglio cosi', trasferta riuscita, peccato per la beffa finale ma, nonostante
la piccolissima Lazio di questi tempi, la Nord non perde mai.
Un abbraccio a chi era presente (interisti compresi) ed a chi avrebbe
voluto esserlo.
LukaViking
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L'assalto
Perché l'assalto? Perché la trasferta di Brescia è
stata caratterizzata da una poesia, si, avete capito bene, da una poesia.
Partenza sofferta, alle ore 4.45 dal Lazio Point, di una flottiglia
di disperati, 41 persone, di provata fede ed un poeta alla prima trasferta.
Capipopolo la grande Enza, Armandina, e Mariano. Nella nebbia della
notte si parte al grido di "niente canne!" di Enza alla volta
della provincia lombarda. Dopo pochi metri di viaggio Enza ha la cattiva
idea di dirci che a bordo c'è anche un poeta
E' stata l'apoteosi.
Mariano ha iniziato a pungolare il poeta Antonio per fargli leggere
le sue creazioni ed in particolar modo "L'assalto".
Lazio!!!
Come un plotone sul campo!!!
Un solo obbligo
Rispettare il nemico!!
Un solo sguardo
Il maestro...
Non la scrivo tutta pur conoscendola a memoria in quanto è stata
letta circa 350 volte ad alta voce, condita da schiamazzi che, a volte,
esaltavano l'operato del poeta e, altre volte, lo invitavano a ritornare
a Nazareth, a recarsi presso luoghi ameni non meglio identificati, a
chiudere immediatamente la sua carriera di artista.
La partenza è stata forse un tantino troppo anticipata, in quanto
siamo arrivati a Modena alle 9.15, costretti a perdere tempo all'autogrill
per non arrivare troppo presto nella "ridente" cittadina nostra
meta. Ulteriore sosta per il pranzo all'altezza di Desenzano con ultimazione,
da parte dello scrivente, di una scritta che recitava asroma trovata
sul muro dello stesso autogrill, vi lascio immaginare come è
stata completata...
Arrivo al check point dell'ortomercato di Brescia Ovest (mi pare) con
riunione di tutti i partecipanti al viaggio nel paradiso della polenta.
C'erano altri Lazioultras che non citerò in rispetto della legge
sulla privacy, vi faccio solo un'identikit che allego alla presente
(scherzo).
In loco troviamo un sacco di soldati dell'ONU dotati dei caratteristici
caschi blue, schierati accanto ai primi pullman cabrio che vedo nella
mia lunga carriera di passeggero. Non c'erano vetri, né grate
di protezione, sissignori, i serci si potevano tranquillamente respingere
di testa come in presenza di un calcio d'angolo
Momento indimenticabile:
polizia schierata
noi schierati fra la polizia ed i pullman
sul pullman il poeta...
Ed egli recitava "L'assalto" rivolto a tutti i presenti provocando
le matte risate dell'intero gruppo, e il quasi svenimento dell'ispettrice,
capo del servizio oltre che completamente rapita dalle beltà
di Mariano, la quale si sganasciava letteralmente...
Il trasporto allo stadio procedeva con l'inconveniente della rottura
di uno dei due pullman con conseguente trasbordo degli occupanti sull'altro,
e con un'unica rondellata isolata partita dall'interno del giardino
di una fabbrica per mano sconosciuta, che non sortiva particolari effetti
se non sull'orgoglio del tiratore affranto.
Ingresso allo stadio e partita non fanno parte, come sapete, degli interessi
principali di chi va in trasferta, per cui passo alla partenza per il
ritorno, caratterizzata stavolta dal passaggio da un lato all'altro
del pullman, attraverso i vetri assenti solo parzialmente giustificati,
da parte di oggetti scagliati dagli ospitali padroni di casa, che si
sono letteralmente imbufaliti perché non abbiamo voluto trattenerci
un pò in loro compagnia.
Ed al grido di "'nse vedemo più, 'nse vedemo più,
se salutamo adesso, se salutamo adesso" raggiungevamo il nostro
pullman per ripartire verso la capitale.
Il ritorno è stato scandito dalla lettura, peraltro tenutasi
non più di altre 95 volte a causa della stanchezza dell'autore,
de "L'assalto", capolavoro immortale del poeta Antonio, che
non finirò mai di ringraziare per avermi dato modo di non dimenticare
mai questa trasferta
..
Fra venti o trenta anni, tornando indietro con la memoria, questa sarà
sempre la trasferta del Poeta!!!
Alla prossima!!!
Mccm Sandro
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