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Reportage Racconti |
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Empoli 3 novembre 2002 Il cis viaggiare informati in occasione dell'invasione laziale dell'A1 è andato in tilt così come l'uscita Firenze-Signa e la superstrada in direzione Empoli. Se il buongiorno si vede dal mattino, il fatto d'aver incrociato già prima d'essere giunti sul raccordo e alle otto e trenta del mattino diverse macchine bardate dei colori del cielo, ci fa subito capire che saremo in tanti. Infatti l'autostrada è un mare biancoceleste che riporta le giuste tonalità ad una giornata altrimenti grigia e bisogna insistere a lungo prima di trovare un autogrill dove è possibile sfamarsi in tempi brevi. Verso l'ora di pranzo le legioni romane con in bella mostra il simbolo dell'Aquila entrano trionfalmente in città senza trovare resistenza alcuna e conquistano il Castellani nel nome della Lazio: quando i giocatori entrano in campo per il riscaldamento si levano alti gli inni di vittoria della curva che va velocemente riempiendosi ed i cori di scherno nei confronti dei primi rangers locali schierati nella tribuna scoperta dello stadio. Comincia il primo tempo e fortunatamente la porta difesa da Peruzzi ci appare in lontananza perché intuiamo solamente i pericoli che i nostri avversari sferrano e che si esauriscono dinanzi ai miracoli del nostro portierone. Il fatto è che l'Empoli può avvalersi di un centrocampo a sei contro i tre della compagine laziale e sfrutta bene la rapidità di Liverani. Mancini fa apparire le sagome di Lopez e Couto nel campo per destinazione e almeno lì dietro qualcuno dei nostri si sveglia. Improvvisamente il solito Sinisa indirizza una palla di cannone verso l'area toscana che colpisce qualche malcapitato finchè Corradi la butta di sinistro in rete. Le tre palafitte metalliche in cui è divisa la curva reggono per un soffio all'onda d'urto della gioia biancoceleste. Del resto quando l'Empoli pareggia un minuto dopo, nessuno se ne accorge perché stiamo ancora lì a festeggiare a squarciagola anche perché dalla nostra città giungono notizie edificanti. Durante l'intervallo ci avvertono che stiamo sull'uno a uno, ma non
ci coglie alcun sconforto e poco ce ne doliamo: questa è una
squadra che gioca bene, gioca male, difende con i denti ogni pallone
e il proprio fortino e quando come ieri subisce un pò troppo
si avvale di mezzi e soluzioni poco ortodossi. Ad inizio ripresa notiamo
con piacere che Cèsar indossa finalmente gli scarpini al posto
dei pattini fin lì usati e che Concetti, anche lui avvertito
negli spogliatoi del pareggio locale, ha capito d'essere in campo. Il
fatto è che tutte le azioni principali a nostro favore si svolgono
ora a duecento metri luce dal settore da noi occupato, ma questo per
un ultras è forse un vantaggio: le uniche immagini sono solo
quelle che vedono i tuoi occhi senza replay, senza moviole e soprattutto
senza giochini, battutine od opinionisti della domenica. Il Mancio,
invocato dalla curva laziale per la conquista della vittoria, capisce
tutto e toglie un uomo all'Empoli facendo entrare Lopez. La Lazio poco
dopo segna e facciamo fatica a rimanere in piedi oltre che a capire
chi ha realizzato il gol che vale tre punti e che sarà il propellente
del nostro festoso ritorno. Ancora Corradi si mormora, no Stankovic
afferma un altro, qualcuno azzarda persino il nome di Garlaschelli
Ma così è il nostro amore per la Lazio e per questa appassionante
avventura targata Mancio. Jugovic Arrivati ad Empoli alle ore dodici, in perfetta tabella di marcia, troviamo ad accoglierci una giornata nuvolosa e qualche volante delle forze dell' ordine... Non avendo visibili segni di riconoscimento (non per timore dell' inesistente tifoseria locale ma perchè desideriamo muoverci con le nostre gambe e senza vincoli...), senza dare nell' occhio, ci incamminiamo per le strade della tutt'altro che amena cittadina toscana... Lo stadio non dista dalla stazione piu' di un km..., lo percorriamo e sbuchiamo giusto all' altezza del settore ospiti dove troviamo già un discreto numero di fans laziali con i quali condividiamo un rapido pranzo a base di porchetta e birra. Entriamo tra i primi nel settore semi-deserto ma che alla fine brulicherà del clamore e della passione di almeno 5000 fans laziali. Irriducibili,Viking,Viking Nord, Veterani, Banda Noantri, Cml74, la rappresentanza capitolina è compatta e calorosa. Esponiamo un "AAA: Cassano cercasi...", un "Dejan esempio d'onore" ed uno striscione di auguri per Giannichedda infortunato firmati Viking, mentre le torce illuminano la zona di Irriducibili e Banda Noantri: stiamo giocando in casa! La frangia "calda" locale è guidata dal gruppo dei "Desperados", nome quanto mai adatto ad una tifoseria che farebbe fatica a salvare la faccia sui campetti della C2. A proposito, visto che tutti, legittimamente, chiedono di separare il tifo calcistico dalla politica, qualcuno vada a dare uno sguardo a cosa espongono senza alcun problemi i piccoli fans del luogo: l' iconografia e' di brezneviana memoria La Lazio, per una volta, vince giocando, a mio parere, malino; ciò
detto credo che la dea bendata ci abbia restituito solamente una parte
di quello che ci ha sottrato tra Milan e derby, nulla più. Pancaro
arranca, Liverani latita, Peruzzi lascia il posto al baby Concetti che
si fa onore; si soffre ma alla "zampata" vincente di Dejan
è' tripudio. Terminata la gara non veniamo trattenuti, come al
solito, all' interno del settore ospiti ma un efficiente e discreto
servizio d'ordine ci accompagna prontamente ai parcheggi ed ai bus che
conducono in stazione. Si riparte gonfi di orgoglio per una Lazio con
poche stelle, forse, ma tutta cuore che ci piace ogni domenica di più.
LukaViking |
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