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Reportage Racconti Modena 13 aprile 2003 Partenza alle sette di mattina per quella che si preannunciava essere una trasferta calda dal punto di vista meteorologico e soprattutto per quello agonistico vista la sorprendente sconfitta di Oporto. Lungo la strada notiamo una presenza non molto significativa di tifosi laziali e temiamo a lungo che in non più di qualche centinaio ci ritroveremo al Braglia. Forse sarebbe stato meglio così, in pochi e accaniti proprio come in Portogallo, perché i millecinquecento poi ritrovatisi nella curva nord modenese non hanno certo sostenuto e incitato la Lazio come è storica abitudine della nostra tifoseria. Certo la partita che si è svolta in campo non ha certo contribuito a destare dal torpore tutti quei sostenitori forse in gita di piacere annichiliti anche da un serio rischio d'insolazione. Nel corso dell'intervallo comunque ettolitri di tè freddo hanno contribuito a rinfrescare le ugole e nel secondo tempo il tifo è risorto accompagnando le ambizioni della Lazio specie nei minuti finali. La gara è così volata via senza patemi d'animo e nonostante si giocasse a ritmi-moviola è sembrata durare un attimo. Uniche note di rilievo i ridicoli striscioni della curva avversaria e una squadra che sembra al momento incapace di sviluppare un azione degna di tal nome, con giocatori che non s'aiutano più come succedeva fino a poco tempo fa. La soddisfazione comunque non è mancata perché pur non vincendo ci siamo ritrovati con un punto in più e una partita in meno per conquistare quel quarto posto in campionato obiettivo di primaria importanza. E poi come al solito l'ultrasferta ci ha dato modo di divertirci ancora una volta, di conoscere nuovi fratelli laziali, di sognare sulla via del ritorno le prossime gesta della nostra mitica Lazio. Banda Borghetti |
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