Reportage

Racconti:

IL RACCONTO
Come al solito la Ultrasferta, nella sua tensione tutta particolare protesa al sostegno della causa biancoceleste è cominciata sin dal giorno precedente la partenza o, forse, da quando tanti anni fa una passione dalle vesti d'Aquila, come vera Pentecoste, c'investì per la prima volta animo e cuore.
Con questa sensazione già dalle sette della mattina percorrevo il raccordo per andare a prelevare il fido compagno d'escursioni in terra nemica Igor, immaginando che in un giorno non lontano per tutti i LazioUltras al seguito della Squadra, sarà disponibile un Grande Raccordo con le uscite già direttamente settate per raggiungere i vari stadi italiani: all'uscita uno, al posto dell'Aurelia, la Via Ultrasferta a Milano che conduce direttamente al Meazza, alla due quella che porta senza troppe perdite di tempo al Delle Alpi di Torino e così via.

E mentre fantasticavo sul G.R.U. (Grande Raccordo Ultras), già eravamo in viaggio per nonna e parenti vari sui 120Km/h, in realtà mai al di sotto dei 160 per colmare nel più breve tempo possibile la distanza tra Roma e Piacenza. Così in circa quattro ore e con un solo pit-stop nell'ormai mitico Autogrill di Cantagallo raggiungevamo la nostra mèta e con essa gli altri LazioUltras, che come noi anche questa volta non avevano saputo resistere alla tentazione biancoceleste.

Ecco quindi che un bel gruppetto, oltre ai 1500 Laziali al seguito, formato da Grava, Mob, AleUltras e donna, Angelino, Gianluca ed Attilio con panze al seguito e poi LukaViking, il Sindaco e molti altri ancora, si univa per riempire l'impalcatura Sud che costituisce il settore ospiti dello stadio di Piacenza, al modico prezzo di 18 euro.

Subito i primi cori d'incitamento all'ingresso della Lazio in campo, per il loro e nostro riscaldamento e così di continuo fino ad una ventina minuti dalla fine della gara, quando alcuni pseudo-tifosi, oltre a ritirare gli striscioni precedentemente esposti si lasciavano andare a cori irriguardosi nei confronti di taluni giocatori, manifestando la propria mediocrità, identica a quella dei calciatori che criticavano. Non potrò mai, nel corso dei fatidici novanta minuti, che la partita sia in casa o a maggior ragione in trasferta, cominciare a protestare o peggio ancora offendere chi veste quella Maglia, dimenticando tra l'altro che il vero artefice di questa disfatta in particolare e di questa stagione in generale, si chiama Sergio Cragnotti.

Certo che debbo riconoscere che è dura far finta di nulla quando, mai come ieri, abbiamo assistito ad un'espressione tecnica così infima da parte dei nostri rappresentanti in campo, con palloni svirgolati nei modi più incredibili, con assist volontari per gli avversari, con l'incapacità di eseguire tre passaggi di fila (specie nel 2° tempo), che ha rari precedenti anche nelle stagioni più disastrose della nostra amata Lazio.
Difatti le gesta dei nostri paladini non erano più accompagnate dallo sgomento ma da sonore risate, perchè di lacrime per certi giocatori ne abbiamo già versate tante.

Con grande vergogna e precipitosamente abbiamo lasciato lo stadio cercando di carpire negli occhi dei compagni di sventura, almeno una giustificazione a tutto questo, mentre i più risoluti fra noi, che si erano presentati sugli spalti con delle giocose e meravigliose asce di gommapiuma, decidevano improvvisamente di raggiungere immediatamente Formello, per attendere con le stesse il ritorno a "casa" dei giocatori Laziali.

Per la prima volta, nella mia carriera di cantante di canzoni biancocelesti in tournee per il mondo pallonaro, non ho minimamente intravisto lo scopo della mia gioiosa partecipazione all'evento, perchè, probabilmente come l'intera squadra, non so più per cosa lottare.
So solamente che parecchie volte ormai il conto è arrivato ed tutti noi fervidi cuori biancocelesti abbiamo pagato senza batter ciglio, anzi, rafforzando ancor più il nostro sentimento Laziale.

Per questo, caro Presidente, con la precisazione che i panni sporchi si lavono in famiglia e che comunque sempre ti difenderò da chi Laziale non è, ricordati che
un conto molto salato per le nefandezze che hai commesso nell'ultimo anno e mezzo, è in arrivo anche per te e non potrai certo pagarlo neppure con le plusvalenze.

A proposito a mezzanotte circa sono rientrato a Roma, stanco nel fisico ed offuscato nella mente, ma con la certezza che c'ero ieri, ci sono oggi e ci sarò anche domani. Gli uomini passano, i Tifosi restano. Forza Lazio, per sempre.

-Jugovic-

Foto

(un grazie di cuore a Gino e Federica)

 

Tifosi sbigottiti

Speriamo che il pallone non si trovi più

Quello me lo cacci via ...

Aho sbrigamose che fa freddo!

Luci della disfatta

La porta del Piacenza? Manco cor binocolo!

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