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Reportage Racconti |
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Vigo di Fassa, luglio 2002 Dall'inviato Rodolfo Bada Si dice che l'assassino torna sempre sul luogo del delitto. La Lazio non lo dice ma la scelta di tornare a Vigo è stata anche scaramantica. Qui fece la preparazione la prima grande Lazio di Sven Goran Eriksson, (1997-98) quella che chiuse la stagione con la vittoria della Coppa Italia, quattro derby su quattro vinti e finale Coppa Uefa a Parigi persa malamente contro l' Inter di Ronaldo. L'anno successivo secondo posto alle spalle di un Milan a dir poco "fortunato", Coppa delle Coppe e Supercoppa di Lega. Quindi, al di là della questione scaramantica, era chiaro, lampante, lapalissiano che Roberto Mancini, il più grande ammiratore del tecnico svedese, portasse la squadra in ritiro in questa valle a dir poco incantevole, magica e fortunata. Mancini, se non ci sono amichevoli in programma, fa lavorare la squadra agli ordini di Ivan Carminati due volte al giorno, la mattina dalle 9,30 alle 12,30 circa mentre le tre ore abbondanti pomeridiane vengono quasi sempre dedicate alla tattica. Ieri (mar 23 lug, ndr), complice il torneo di Bolzano, cambio di programma; seduta mattutina interamente dedicata ad un lavoro tecnico-tattico.Tra i tanti, troppi, giocatori presenti qui a Vigo ce n'è uno che dà l'impressione di lavorare più degli altri, Roberto Baronio. La lunga zazzera bionda ne facilita certamente l'individuazione in mezzo al gruppo ma che il giovane lombardo stia mettendo quel qualcosa in più per farsi notare dal nuovo mister biancoceleste è cosa certa. Non sarà facile. La rosa dei centrocampisti della Lazio ricorda quei cinema dove quando è in proiezione un film di successo viene appeso fuori un cartello con la scritta "solo posti in piedi". Baronio sa che da domenica primo settembre non sarà facile essere tra gli undici in campo ma sa anche che questo per la sua carriera è forse l'ultimo treno a disposizione. Di ritorno dalla Fiorentina, dove prima dell'allontanamento di Mancini aveva fatto cose veramente egregie, Roberto per la prima volta da 4 anni a questa parte non è stato al centro di trattative ma la cosa non lo disturba affatto. "A parte il fatto che fino ad oggi al centro delle trattative c'è stato un solo giocatore italiano che poi è Alessandro, (Nesta, ndr), questo è un mercato un po' strano, particolare e il fatto che il mio nome non sia stato tra quelli più gettonati mi ha fatto anche piacere, in altre stagioni si leggeva Baronio va qui, Baronio va di là, Baronio che dove esplodere da un momento all'altro. Oggi preferisco rimanere nell'anonimato e rispondere con i fatti". Gli chiediamo se l'anno vissuto pericolosamente in quel di Firenze gli sia servito a qualcosa. Roberto sorride, ci pensa un po' su e poi ci sorprende con la risposta. "Sono arrivato a Firenze che avevo 23 anni e ho finito il campionato che ne avevo 29. Ho passato un anno indecifrabile, quello che ho visto con i miei occhi in quella città, in quella squadra penso che non lo vedrò più per il resto della mia carriera. Mi è successo un po' di tutto, dal campo a fuori dal campo ne ho viste di tutti i colori. Comunque è stata un'esperienza e come si dice da sempre anche le esperienze negative servono sempre a qualcosa. Quello che più mi ha lasciato il segno è stata la retrocessione. Noi eravamo indiscutibilmente superiori a certe squadre che sono rimaste in A e al di à di tutte le vicissitudini potevamo salvarci. Per quel che mi riguarda credo di aver fatto bene finché Roberto, (Mancini,ndr), è rimasto alla guida della squadra, poi l'arrivo di Bianchi e alcune incomprensioni con lo staff tecnico non mi hanno permesso di ripetermi nel girone di ritorno. Ma ormai Firenze appartiene al passato, ora voglio cercar di far bene alla Lazio". Baronio deve avere un ottimo feeling con il nuovo tecnico biancoceleste perché appena si fa il nome di Mancini gli si illumina il viso. "Io l' ho avuto prima come compagno di squadra poi come tecnico e vi garantisco che l'allenatore Mancini a fine carriera eguaglierà il calciatore. Molti compagni al mio arrivo mi hanno chiesto del Mancio tecnico, erano tutti curiosi visto che molti di loro lo avevano avuto come compagno. A voi posso solo dire che a Firenze finché ha lavorato in tranquillità i risultati parlano a suo favore". Fino a ieri Baronio ha lavorato a parte con uno dei quattro preparatori
presentia Vigo per via di una distrazione al quadricipite destro ma
da oggi si aggregherà con il gruppo. "Quando si inizia una
stagione con un infortunio, seppur lieve, non è certo incoraggiante
ma per fortuna ora sto bene e posso unirmi al gruppo. Certo loro sono
avanti, già giocano amichevoli mentre ioancora non posso toccare
il pallone, ma conto di poter essere a disposizione del tecnico per
le gare che disputeremo in Inghilterra. Quest'anno rispetto al passato
parto con un piccolo vantaggio, il tecnico mi conosce sia come giocatore
che come ragazzo e sa quello che posso dare se sto bene mentre in altre
stagioni avevo allenatori che mi conoscevano solo per nome. Anch'io
in passato ho fattodegli errori. Mi è capitato per esempio d'arrivare
in squadre dove c'erano molti giocatori nel mio stesso ruolo e mi sono
adagiato pensando che comunque essendo l'ultimo arrivato sarei partito
dalla panchina. Oggi credo molto più in me stesso e penso di
partire alla pari con tutti i miei compagni e conoscendo Mancini credo
che giocherà chi in quel momento è più in forma,
lui non guarda i nomi, guarda chi ha lavorato meglio e di più
durante la settimana". Questo il Baronio pensiero. Per quel che riguarda il lavoro sul campo ieri a fine allenamento Mancini ha fatto effettuare ai "piedi caldi" della squadra una serie di 12 tra calci di punizioni, rigori e calci d'angolo. Lopez, Stankovic e Fiore in bella evidenza. Recuperano pian piano tutti gli infortunati. Castroman e Stam oggi si aggregheranno con il gruppo mentre per Nesta e Sorin bisognerà attendere il ritorno a Roma in quel di Formello. Anche qui a Vigo continua a tenere banco il calcio mercato. A fine allenamento decine di tifosi aspettano i giornalisti all'uscita della sala stampa per sapere le ultime su Nesta, Stam, Favalli e su tutti gli altri giocatori biancoceleste richiesti dalle altre società. Cragnotti da Roma conferma di aver tolto Nesta dal mercato e fa sapere che chi vorrà acquistare il capitano della Lazio si dovrà presentare con altre cifre rispetto al passato. Il presidente non è andato a Milano anche per non incontrare Campedelli. "Non si è ancora scusato per quello che ha fatto - ha detto Cragnotti a Radio Incontro - gli acquisti di Manfredini ed Eriberto sono stati fatti in un'altra situazione, ben diversa da quella attuale che vede il calcio italiano in gravi difficoltà. E' incomprensibile in un mercato come questo fatto solo di scambi, valutare due giocatori seppur bravi come i due presi dalla Lazio a certe cifre. Mancini me li ha chiesti e faremo di tutto per accontentarlo ma credo che sia doveroso da parte del Chievo ricontrattare la cifra messa sul contratto. Per Stam è vero che sono arrivate delle offerte ma stiamo parlando di un giocatore che è bravo quasi come il nostro capitano e la cifra non può essere certo quello checi è stata proposta. Favalli ci ha chiesto di essere ceduto per motivi personali, noi siamo molto legati al giocatore ma credo che sia giusto accontentarlo per quanto ha fatto in tutti questi anni alla Lazio e vedremo di accontentarlo. Ci sono arrivate altre offerte anche per giocatori che non avete mai nominato ma non credo che sia una colpa avere il cartellino di molti tra i più forti giocatori d'Europa. Una cosa comunque è certa - ha concluso Cragnotti- la Lazio non svende, chi vuole i nostri giocatori deve fare offerte serie". Ogni riferimento all'Inter è puramente casuale. - In collaborazione con www.welovelazio.it - Domenica 21 mattina partenza con Asilea alla volta di Vigo di Fassa. Dopo un viaggio discretamente scorrevole vi giungiamoa meta' pomeriggio e, posati i bagagli in hotel, ci rechiamo al campo di allenamento dove incontriamo subito i ragazzi di Piazza Vescovio con i quali ci fermiamo a bere qualcosa, visto che la squadra non si allena ed in campo si disputa una sonnolenta sfida fra magazzinieri e dirigenti (in campo anche il Mancio). Iniziamo subito a fare gruppo anche con gli amici degli "Ultras zona Nord" presenti a Vigo mentre sulle gradinate campeggia lo striscione "Irriducibili"unitamente ad uno contro Nicita e Pinelli, i giornalisti al centro di una piu' o meno presunta aggressione nei giorni precedenti. La sera, un po' come quelle successive, ci vedra'ondeggiare tra l'Hotel "Corona" dove soggiorna la squadra ed una grapperia dove chi vi scrive, unitamentea Pub, Federico, Roscetto, Kalle ed altri diventera' di casa. Un saluto anche a Baronio che ci allieta una serata con alcune chiamate sui nostri cellulari (forzaRoberto, che sia il tuo anno!). Ovviamente assistiamo anche agli allenamenti; ilmattino parte atletica ed il pomeriggio partitella (visti molto bene in forma Oddo eGiannichedda) a campo ridotto. Sugli spalti striscioni o stendardi "Irr", "Viking", "Zona nord", "Prenestino" durante le sedute di preparazione. Arriva il "D day", il giorno del triangolare con il Napoli Incontro ad altissimo rischio, visti i rapporti a dir poco pessimi tra noi e i tifosi partenopei e le"carenze strutturali" dello stadio bolzanino. Alcuni decidono di restare a Vigo boicottando l'assuda amichevole, altri ripartono per Roma mentre in una trentina di ultras partiamo per Bolzano (due autoViking, gli altri in bus). Ci teniamo in contatto. La mia auto, quattro a bordo, e' la prima a giungere nei pressi dello stadio dove si scorgono gia' diverse centinaia di napoletani nelle adiacenze del loro settore, tra i quali spicca l' autobus della "Masseria" e la presenza delle "TesteMatte", proprio quelli che ci minacciavano pesantemente sui vari forum e con sms di invito al faccia a faccia... Andiamo a posteggiare nei pressi del settore a noi riservato, contiguo a quello dei corretti e colorati fans dell' Hannover. Entriamo e ci raggiungono i raggazzi del bus; formiamo nella parte bassa del settore un nucleo di una trentina di persone rigorosamente a torso nudo, con molte torce e gli standardi "Viking dal 1978 tradizione ultras" ed "ultras zona Nord". I napoletani ci insultano, noi teniamo botta e sosteniamo una Lazio gia' discreta che con Inzaghino regola i conti con i partenopei e spreca molto contro un Hannover gia' in procinto di iniziare il campionato e che si impone ai rigori per gli errori di Oddo e Negro. Torniamo a dormire in quel di Vigo mentre molti dei presenti si dirigono
subito alla volta della Capitale. Quanto al resto sottolinerei una battuta
di Lopez che invitava a "fare le ultime foto con Nesta" (scherzo
o verità?) e le esilaranti partite di calcetto nell'adiacente
campetto dove ultras in piu' o meno evidente sovrappeso alcolico si
sono sfidati. Un abbraccio a tutti i laziali presenti, specialmente
quelli della Nord ed i fratelli di fede che animano la comunità
virtuale laziale. Ovunque andrai sarem! LukaViking |
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Peruzzi controlla la situazione |
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