Antefatto
Sapevamo che la trasferta di Reggio, avrebbe rappresentato qualcosa di particolare sin dal momento nel quale, una volta deciso di recarci laggiù con l'aereo, grazie all'aiuto di Pablito, eravamo venuti a conoscenza che il viaggio di ritorno sarebbe poi avvenuto in emozionante compagnia .

E così tra la trepidazione pre-trasferta e la solita difficoltà mattutina dello svegliarsi, io e l'altro fanciullesco LazioUltras al secolo Castroboy, ci siamo avviati per prendere il nostro volo e dopo appena tre giri interi intorno all'aeroporto siamo riusciti ad identificare il parcheggio più adatto alle nostre esigenze .

Appena nel Leonardo da Vinci, un rapido incrocio di sguardo con i quattro coattoni giallorosichi che non mancano mai,un altrettanto veloce ed improvviso check-in e via a bordo dove notiamo unico altro tifoso biancoceleste oltre a noi, un figuro, capello a coda di cavallo e soprattutto maglia del Centenario con su scritto "SINDACO".

Cominciamo a tentare di descrivere le emozioni che ci attenderanno tanto da accorgerci di essere in volo al momento dell'atterraggio, allorchè dopo esserci stupìti del fantastico panorama già cerchiamo dall'alto lo stadio che poi vediamo all'improvviso sotto di noi.

Come alzati dai nostri posti SINDACO ci trova subito alleati nel condividere la trasferta e lo ribadisce con un esplicito "io m'aggrego..." . Ed appena scesi in pista ci intratteniamo con un giovane ultras reggino che ci dice infine che per protesta non sarà allo stadio : per il suo aspetto poco rassicurante e per un inconfondibile accento da "padrino" interpretiamo subito il fatto come un buon auspicio .

All'uscita, dopo aver tentato timidamente dalla scaletta dell'aereo di apostrofarli "terroristi", incrociamo alcuni giornalisti e radiofonici tentando vanamente, per costringerli a leggere le nostre invettive soprattutto nei loro confronti, di far pubblicità al sito dei LazioUltras .

Dopodichè ci appare in visione quello che sarà il mezzo di locomozione della giornata ed il viso gigantesco di Antonino che si rivelerà fidato scudiero ed autista per la causa Laziale .
Il nostro ci conduce per Reggio in quello che ci sembra per la fantastica giornata di sole e per il profumo del mare, come un ingresso trionfale per il corso della cittadina inebriato da una fragranza di vittoria che già si percepisce gradevolmente .

Subito Sindaco partita la vettura, ci racconta la storia di un suo amico che dopo aver seguito la Lazio per anni e anni proprio alla vigilia del campionato che ci ha visto Campioni,aveva deciso di appendere la tessera al chiodo e quando per questo gesto lo definisce "guarito" capiamo definitavemente che anche lui, come noi, è affetto da inguaribile passione .

Mentre Castroboy, vedendo i manifesti di un circo tenta inutilmente di convincerci di vantare un credito di cinque milioni nei confronti della famiglia Orfei e visto che subito dopo ci conduce al porto di Reggio per vedere gli ascensori montacarichi delle navi, capiamo che la fame fa strani scherzi e tosto Antonino ci reca nel più vecchio e gustoso ristorante di Reggio, la Trattoria Baylik .

Il vivandiere Enzo ci illustra i piatti della tradizione locale e appena dopo l'antipasto, nonostante la differente fede calcistica provoca il nostro compiacimento quando afferma che "a Reggio non ci deve mettere più piede" riferendosi a "gigliola" cerqueti, moralista per sbaglio .

A tavola dinanzi a manicaretti e al vino, scorrono i ricordi della memoria Laziale, ed io riesco da buon vegetariano, a sottrarmi per lo meno ai secondi piatti, per recarmi ad acquistare i biglietti della gara accompagnato dal fedele Antonino e quando scendo dinanzi al Granillo ho come la sensazione di trovarmi all'anticipo del derby tanti sono i tifosi della reggina con maglie e sciarpe dell'as trigoria .

Lo Stadio e la Partita
Giungiamo all'ingresso dello stadio unitamente al mitico Federico Brusca che subito indichiamo alle forze dell'ordine come molto pericoloso perchè avvocato, evitandogli la rituale perquisizione e come entriamo sugli spalti del settore ospiti salutiamo gli amici di sempre .

Ci preoccupiamo poi di esporre uno striscione all'uopo preparato, del quale indichiamo il contenuto perchè sappiamo non essere stato inquadrato, "Er Portrona guarda Noi tifamo - LazioUltras", che l'incontro ha inizio .

Vediamo subito partire bene Negro in appoggio a Dionigi e il duo d'attacco locale si rivela quanto meno incisivo nel primo quarto d'ora . Nesta svolge il consueto e brillante lavoro difensivo mentre un suo clone cooptato a terzino destro contiene gli attacchi del duo di cui sopra .
Quando dopo esser stato più volte impunemente fermato da un guardalinee ritardatario vediamo Crespo involarsi in area di rigore, ne intuiamo ancor prima del tiro la traiettoria che gonfierà la rete perchè già sappiamo che il bomber argentino sbaglia solo i gol facili.

Il sole, che sempre ha accompagnato i momenti più felici della lazio, dirada ancor più le nubi e noi per tenerci su nei rari momenti di sofferenza intoniamo alti i nostri cori . Simeone continua a lavorare anche per Nedved, ancora una comparsa, Veron che alterna cose egregie al suo classico zompettìo che ne denota l'alternanza agonistica e Dinone Baggio che appare troppo pennellone nelle strette maglie del centrocampo .

Proseguono nella ripresa i lazzi reciproci tra noi e un nucleo di alienati di Reggio che stazionano per provocarci nella tribuna accanto, alcuni molto divertenti e quando dopo il secondo gol di Crespo gli intoniamo un beneaugurante "BUONA PASQUA BUONA PASQUA" non ci vedono più e si incazzano come se gli avessimo detto cotica .
Fedeli alla tradizione romana gli rispondiamo con un efficace "la sorpresa nell'ovettooo ve l'ha fatta Hernan Crespooo", continuiamo con un paio di "SERIE B SERIE B" e li mettiamo al tappeto con il classico machesietevenutiaffa' tanto che consci ma noncuranti della vicina B, si fingono, e fino ad un certo punto, tifosi della terza squadra della Capitale .

In campo nel frattempo si manifesta un sontuoso Favalli a ribadire le sue migliori doti difensive e quando addirittura Negro si propone in fase d'attacco capiamo che non ci faranno neppure il classico golletto che subiamo da un'eternità e che riapre la partita, teso a farci soffrire tremendamente sino alla fine .
Si erge su tutti Simeone che in occasione del raddoppio si era esibito in una versione calcistica del Km. lanciato travestito da speedcar/roadstar .

Il Ritorno
L'uscita dalla stadio è un delirio tra grida di vittoria, telefonini impazziti sull'asse Reggio-Roma, e noi che già pregustiamo il ritorno in aereo attendiamo con ansia l'arrivo di Antonino, protetti da un cordone di forze dell'ordine e circondati da deliranti tifosi di reggina e rioma o anche il contrario .

Mentre riprendiamo telefonicamente Antonino per il suo ritardo, conosciamo Alberto da Messina, giovane messinese tifoso biancoceleste e verifichiamo che, così come succede nelle trasferte in nord Italia, moltissimi sono i Laziali che si sono distinti dalla massa sebbene lontano da Roma ( per inciso un Grazie enorme a tutti ).

All'arrivo del nostro taxi driver lo pressiamo affinchè velecemente ci riconduca in aeroporto, perchè abbiamo notato che profittando del traffico si ferma per parlare in codice di cose e appuntamenti notturni con ogni passante, indicandocelo poi come parente .
Finalmente giungiamo e pagato il mitico e misterioso Antonino dalle origini spagnole, ci dirigiamo dopo aver ritirato la carta d'imbarco presso il bar dell'aeroporto per preparare degnamente tra fiumi di birra l'arrivo del pulman della Lazio all'aeroporto e vivere l'emozione tanto attesa : torneremo in aereo con la SQUADRA !

Sappiamo, in quanto ultras della maglia, riconoscere come le sensazioni vissute oggi sin qui, quali il viaggio in sè, le persone dalla grande Fede comune e Laziale conosciute, lo svolgersi della partita, il fare tifo in una curva ospite ed il divertimento condiviso con gli amici, siano ben superiori nell'idealità della missione di un tifoso al contatto magari ravvicinato con i propri giocatori e beniamini .

Ma per una volta siamo tornati bambini e dovreste capirci e giustificarci . E avreste anche dovuto vederci .
Al grido di tre birre(per volta) e un pennarello ci siamo diretti al bar e più volte ancora finchè il barista non ci ha chiesto se l'acqua non la ordinavamo mai .
Abbiamo parlato con Dionigi che commentando il pareggio della Roma, ha affermato "almeno capello la smette così di rompere i coglioni" e che a domanda se gli piacesse venire alla Lazio ha risposto "di corsa.." tanto da indurci a suggerirgli di paracadutarsi dall'aereo su Formello .

Ci siamo intrattenuti con Treossi(!), appena dopo l'averlo preso bonariamente in giro affermando che volevamo dedicargli non un sito bensì un portale www.treossi.it o su scala mondiale www.threebones.com , per l'efferato arbitraggio di un ben noto fiorentina - LAZIO .
Non posso riportare, avendo dato la nostra parola di LazioUltras, il simpatico e franco colloquio che abbiamo avuto con l'arbitro, ma tengo a dire,per quanto possa contare una mia sensazione e la mia opinione, che Treossi è un galantuomo ;lui stesso poi, rivolgendosi proprio a Felice Pulici, gli faceva osservare di aver fatto addirittura amicizia con tre tifosi della Lazio !

Poi dal momento in cui nella sala d'imbarco ci siamo trovati a stretto contatto con tutti i giocatori e lo staff della Lazio fino all'estrema uscita dell'aeroporto di Roma, abbiamo parlato con tutti, Castroboy e Sindaco in particolare :
chi a congratularsi con i singoli, chi a rincuorare Negro per il gol mancato al Meazza e Ravanelli per essere comunque nel cuore dei tifosi seppur giocando poco, a ricordare a Nesta della necessità d'essere d'ostacolo ai "difettati" sino alla fine, e poi con Marchegiani, Peruzzi, Couto, Nedved, Stankovic, Lopez, con lo staff sanitario e tecnico .

Sindaco ha importunato a lungo Nedved e Castroboy addirittura prendendo di soppiatto Castroman e Simeone alle spalle, ha cominciato ad incalzare la malcapitata coppia di argentini .
Avreste dovuto vedere ad un certo punto il viso di Castroboy , allorchè con pennarellone e foto di un Veron scudettato, si apprestava a chiedergli l'autografo o Sindaco che continuava a chiederne dicendo che erano per le nipotine .

Alla fine il colpo di genio: abbiamo deciso, dopo un lungo ballottaggio con Nedved, di regalare una maglia di LazioUltras con l'emblema della Lazio del 1914 a Diego Pablo Simeone e nel consegnarliela abbiamo ribadito quanto significhi per noi la maglia della S.S.Lazio : per la prima volta non era un giocatore a dare la propria maglia ad un tifoso, ma noi tifosi a regalarne una e per giunta con la quale proprio Castroboy aveva giocato !

Gli ho stretto la mano e sono tornato al mio posto e seduto ed inebriato da una giornata così biancoceleste ho cominciato a pensare, guardando i miei due compagni di trasferta che ancora s'impegnavano con passione a parlare con i giocatori, a quello che avevamo fatto, a quello che stavamo facendo : cercare con la nostra presenza e con il nostro entusiasmo di far capire a questi ragazzi, in fondo anche molto più giovani di noi, come e quanto un tifoso sia attaccato alla maglia e come un giocatore a livello personale si debba legare alla maglia proprio per ciò che rappresenta per il tifoso stesso .
E identificarsi in essa come farebbe ognuno di noi .

Ed alla fine ho capito che i veri protagonisti di questa giornata eravamo stati noi perchè sempre e comunque al di là dei giocatori e dei presidenti, la Società Sportiva Lazio sarà rappresentata dai suoi tifosi, dal loro affetto e dalla loro passione .
Buonanotte Fratelli Biancocelesti, ieri ho toccato la mia Lazialità con un dito ed ho sentito ogni buon tifoso della Lazio accanto a me .

Per Sempre Lazio
Reggina - LAZIO   di Jugovic
TRASFERTE
il sacrificio non lo fa chi va in trasferta
ma chi rimane a casa 
Almanacco
Pag . 3
SIAMO IN MISSIONE PER CONTO DELL'AQUILA
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